display touch screen sono diventati una piacevole realtà da diversi anni. Eppure, non tutti sanno cosa si “nasconda” dietro uno schermo tattile. Cerchiamo allora di ripercorrere quelle che sono state le principali tecnologie utilizzate per poter fruire del display touch, fino ad arrivare alle più moderne tecniche di fruizione dello schermo capacitivo e dello schermo resistivo.

Prima di ciò, una debita premessa. Per quanto sia intuibile a tutti coloro che utilizzano un display touch sul proprio smartphone, lo schermo tattile serve a sostituire integralmente o parzialmente le funzioni di mouse e tastiera, consentendo dunque ai cellulari di poter “ampliare” le dimensioni dello schermo, senza incrementare proporzionalmente le dimensioni del dispositivo. Non solo: il beneficio di un display touch si allarga altresì sul fronte dell’interattività diretta tra l’utente e lo stesso device, a discapito – spesso – della velocità di scrittura.

Detto ciò, si può altresì ricordare come nel corso della “evoluzione” tecnologica, e sulla base delle diverse piattaforme di utilizzo, lo schermo tattile abbia usufruito di diverse caratteristiche di innovazione, che nel corso dei primi anni si sono basati soprattutto sull’utilizzo di raggi di luce infrarossa, proiettati secondo una disposizione a griglia sopra la superficie dello schermo. Sulla base di tale tecnologia, oramai superata, quando l’utente appoggiava il dito allo schermo, interrompeva alcuni fasci orizzontali e verticali, permettendo dunque l’identificazione delle coordinate a cui è avvenuto il contatto.

 

I moderni smartphone basati sui principali sistemi operativi usufruiscono invece di un display con digitalizzatore capacitivo, che sfrutta la variazione di capacità dielettrica dei condensatori posizionati sul vetro del telefono, a sua volta ricoperto da un sottile strato di ossido metallico sulla parte esterna. Agli angoli del pannello è inoltre applicata una tensione che si propaga in maniera uniforme su tutta la superficie dello schermo per via dell’ossido di metallo. In questo modo, quando il dito (o altro materiale , si pensi alle tradizionali penne che vengono utilizzate con i display touch),tocca lo schermo, avviene una variazione di capacità superficiale, analizzata e interpretata da una particolare matrice di condensatori a pellicola, posizionati su un pannello posto sotto la superficie del vetro.

Di diversa natura è infine il funzionamento degli schermi resistivi, presenti nella maggior parte dei device moderni, che sono composti da due strati di materiale conduttivo che – nel momento in cui viene premuto sullo schermo un oggetto, entrano in contatto consentendo al dispositivo di determinare la posizione dell’oggetto.

Chiarito anche questo punto, non possiamo non ricordare come – nonostante la solidità e l’affidabilità dei moderni sistemi – spesso i display touch soffrano di malfunzionamenti più o meno invasivi. In tali ipotesi, è fondamentale ricorrere all’assistenza di centri tecnici autorizzati, come il nostro servizio di riparazione cellulari, smartphone e tablet. All’interno dei laboratori TelCenter cordialità e professionalità vi accompagneranno verso la risoluzione di qualsiasi problema hardware, garantendovi una tempestività di intervento, fruizione delle garanzie (ove presenti) ed economicità delle operazioni.

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